parole su immagini

Ottobre 2006

Protagonista di questa trattazione è Gabriele Munter, pittrice tedesca alla quale recentemente è stato in parte restituito il posto che da sempre le compete nella storia dell’arte e dell’espressionismo tedesco, separando la sua figura da quella di Kandinsky, suo maestro prima e compagno per lunghi anni poi. Relazione questa, fortemente penalizzante per l’artista, relegata in secondo piano e privata di una propria identità e originalità.

Gabriele Munter nasce a Berlino il 19 febbraio 1877, ultima di quattro figli. Il padre, dentista, a causa delle sue idee libertarie fu costretto ad emigrare nel 1848 in America dove conobbe la madre, anch’essa tedesca. Entrambi i genitori, non più giovani, fecero rientro in Germania nel 1864. A vent’anni, nel 1896, Gabriele ha già perso entrambi i genitori, studia disegno in una scuola privata di Dusseldorf e due anni dopo parte con la sorella Emmy per un lungo viaggio negli Stati Uniti in visita ai parenti.

Nel 1901 ritorna in patria e si iscrive ad un corso di disegno del “nudo serale”, tenuto da Kandinsky in una piccola scuola privata di Monaco. In quel periodo  Monaco diventa accanto a Parigi il secondo centro della modernità in Europa, attirando così numerosi artisti di ogni paese, americani compresi, ma sono soprattutto i russi a formare una vera e propria colonia.

Inizia così il rapporto artistico con Wassily Kandinsky, che nell’estate del 1903 diventerà una relazione amorosa, durata fino al marzo 1916, quando lui ritorna in Russia e nel 1917 sposa la giovane figlia di un ufficiale.

A Berlino nel 1927 Gabriele conosce lo storico dell’arte Johannes Eichner, che dopo tre anni di cauta amicizia, diventa il suo secondo compagno. Per tutto il periodo della guerra Munter conserva il suo prezioso tesoro di opere sue, di Kandinsky e di altri artisti nella cantina della sua casa a Murnau. Nel 1957, in occasione del suo ottantesimo compleanno, dona la sua collezione alla Stadtische Galerie im Lenbachhaus di Monaco, la donazione più cospicua nella storia di questo museo.

Muore  il 19 maggio 1962 nella sua casa di Murnau, dove ha continuato a vivere ricevendo spesso collezionisti e storici dell’arte.

Febbraio 2012

….”La grandezza di Artemisia sta nella sua capacità di trasformare ciò che la tradizione artistica le offre, e soprattutto gli archetipi femminili (le Giuditte, Dalile, Cleopatre, Lucrezie, Susanne ed altre), modellate dallo sguardo maschile, in una propria originale visione della vita, dove le donne sono protagoniste, consapevoli di sé ed orgogliose di se stesse, donne coraggiose, di straordinaria forza.”…..

Donatella Franchi associa, da molti anni, la pratica artistica alla pratica politica delle relazioni.

Le sue ricerche hanno per tema il cambiamento di prospettiva che il pensiero delle donne, a partire dagli anni ’70, ha generato nelle pratiche artistiche e nella storia dell’arte.

Ha curato il quaderno di via Dogana Matrice, pensiero delle donne e pratiche artistiche. Suoi scritti sono apparsi anche in La magica forza del negativo, Liguori, 2005 e Il pensiero dell’esperienza, Milano, 2008.

Vive e lavora a Bologna.


Aprile 2013

Giocare partendo da una frase, una parola, un brano, una poesia di autrici da noi amate, per farne saltare fuori racconti, ricordi, impressioni, riflessioni, poesie e ….immagini vere e proprie, fotografie, fotografie di quadri, elaborazioni digitali.

Proprio in questo consiste l’Iniziativa letteraria Le Onde: mettersi in gioco condividendo il piacere della scrittura, confrontandosi a partire dalle diverse visioni e sensibilità, un’occasione per far emergere le relazioni che nascono e si intrecciano nella pratica creativa della Galleria delle Donne.

Il tema di questa V edizione ce l’ha suggerito una poesia di Gabriella Leto:

Colore

Può essere bello lo stesso

un mondo che non ha colore

che si svigorisce che langue

che indossa un vestito dimesso.

Ma io vorrei ritrovare

il verde mutante del mare

il blu da parata d’onore

il rosso fluttuante del sangue

col dolce perverso suo odore.

Il risultato, ancora una volta, stupisce per la varietà: racconti in forma di ricordo, ricordi in forma di racconto, narrazioni cromatiche sul presente, favole, poesie che condensano in un colore sensazioni e stati d’animo.

E poi le immagini, per condividere emozioni e percorsi di ricerca visiva, per accompagnare altre parole.

Ancora una volta una pluralità di voci che incuriosisce e affascina.


Aprile 2016

Giocare partendo da una frase, una parola, un brano, una poesia di autrici da noi amate, per farne saltare fuori racconti, ricordi, impressioni, riflessioni, poesie e ….. immagini vere e proprie, fotografie, fotografie di quadri, elaborazioni digitali.

Proprio in questo consiste l‘Iniziativa letteraria Le Onde: mettersi in gioco condividendo il piacere della scrittura, confrontandosi a partire dalle diverse visioni e sensibilità, un’occasione per far emergere le relazioni che nascono e si intrecciano nella pratica creativa della Galleria delle Donne.

Il tema di questa VI edizione ce l’ha suggerito l’incipit di un racconto di Katherine Mansfield, Felicità:

Che farci se, svoltando l’angolo della vostra strada, vi sentite sopraffatta d’improvviso da un senso di felicità – una felicità assoluta – come aveste inghiottito un frammento luminoso di questo tardo sole pomeridiano …

Il risultato stupisce per la varietà: racconti, ricordi, aforismi, riflessioni lessicali e non, poesie, narrazioni …. E poi le immagini, autonome o strettamente legate al testo.

Ancora una volta una varietà davvero ricca che incuriosisce e affascina e che, oltre al piacere della lettura, ci lascia anche materia su cui riflettere.

Aprile 2017

“Nel 2000 fui invitata a partecipare alla rassegna fotografica Esperienze, in Toscana. Tra i lavori che mi apparvero subito interessanti, c’erano quelli di Helga Wendt e di Liliana Grueff delle quali poco tempo dopo curai due mostre.

A distanza di parecchi anni, ho sentito il bisogno di una nuova riflessione sul percorso di queste due fotografe; la voglia di rivisitare i lavori già conosciuti e di scoprirne i nuovi mi ha spinto a sviluppare questo progetto promuovendo un dialogo tra artiste, diverse per temperamento e storia personale, ma simili, oltre che nella profondità che caratterizza le loro opere, per un comune legame con la parola scritta.”

Maria Erovereti, si occupa di fotografia dagli anni ’80. Nei primi anni ’90 ha dato inizio all’attività espositiva allorché oggetto della sua ricerca artistica è diventata l’interazione tra il corpo e gli elementi naturali.

Ha realizzato un progetto sull’identità e il mondo interiore in cui le immagini – photo-graphia nell’accezione letterale del termine – sono frutto di una personale ricerca sulla luce.

Espone in Italia e all’estero, cura mostre d’arte e collabora con periodici del settore.

Ass. Sofonisba Anguissola

L’Associazione “Sofonisba Anguissola” che ha preso il nome di una pittrice cremonese del ’500, è stata fondata nel 1987 da un gruppo di donne di Torino impegnate sul terreno della pratica politica femminile e accomunate dalla passione per l’arte e dall’esercizio individuale di pratiche espressive. continua